domenica 17 agosto 2014

Giro di boa

Eccomi alla metà di questa mia strana esperienza, che mi sta regalando momenti di divertimento ma anche grandi emozioni. Divertente, per esempio, cimentarsi in una "parmigiana" o nella preparazione di biscotti... John mi ha preso per una specie di guru della cucina italiana :)
Divertente veleggiare con il vento forte, la barca che si inclina fino a che le onde non lambiscono il ponte:



Piacevole sbirciare tra gli alberi per osservare queste belle case, alcune "piccole" e curatissime


tutte con un po' di verde intorno


giusto un giardinetto


magari sul lago


in alcuni casi davvero imponenti



S.P.Q.A.: sono pazzi questi americani. Quasi tutti hanno una bandiera che sventola sulla porta, e sono religiosissimi. Pregano prima dei pasti, e va bene. Ma pregano anche prima di iniziare una qualsiasi attività "in comune". Sono andata con John nella sede di un'associazione che distribuisce cibo e vestiti alle persone in difficoltà economica, e hanno detto una preghiera prima di iniziare. Sono andata a lavorare in un cantiere dove costruiscono case per donne, e hanno pregato prima di iniziare. Sono andata a una riunione della locale associazione sportiva, e hanno pregato pure lì. E sono associazioni laiche!
A proposito: ecco come procurarsi una vescica, un'ustione solare e una parziale paralisi delle dita...


Ora ho una bellissima X stampata sulla schiena.

Comunque, veniamo alle cose serie. Tra ieri e oggi ho conosciuto due cugini di James (James è l'aviatore americano nascosto in casa dei miei nonni durante la Seconda guerra mondiale, ndr). Messi insieme, fanno 180 anni. Con le loro mogli arriviamo quasi a 360.


Fa impressione pensare che tra queste persone e me c'è un legame, per quanto vago, sfilacciato dal tempo e dalla memoria. James ha raccontato loro della sua esperienza in Italia, sebbene anche Buster e J.H., i due nella foto, siano venuti a conoscenza dei dettagli solo grazie alla ricerca di Daniele Celli che ha riportato alla luce questo episodio lontano (a proposito, se qualcuno vuole leggerla sono certa che Daniele sia disponibilissimo a divulgarla, quindi nel caso fatemi sapere). 
Ed è anche strano pensare che questi due miti vecchietti, con i loro occhi cerulei dietro le lenti bifocali e la loro penna nel taschino, abbiano combattuto e probabilmente ucciso delle persone, uno imbarcato su una nave e l'altro come aviatore.
A tavola passavano racconti di guerra di cui riescivo ad afferrare solo frammenti. Una parola, un luogo: Canale di Panama, Okinawa, Fukushima. 
Hiroshima.
Erano poco più che bambini, uno dei due aveva appena finito le superiori quando ha ricevuto la lettera di richiamo alla leva. Catapultati dall'altra parte del mondo a uccidere gente senza neppure vederla in faccia, prima di tornare alle loro pacifiche villette, alla vita in un ranch - l'uno - e come pilota - l'altro. Alle loro mogli simpatiche, le lenti bifocali, le penne nel taschino.
Fino a qui, dove sono arrivata io.




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