mercoledì 6 agosto 2014

Si mangia italiano!

Blue Ridge. Un "piccolo" lago a nord di Atlanta. Qui i miei ospiti tengono la loro barca, e qui vanno una o due volte a settimana per veleggiare e fare il bagno nelle acque che, a dispetto del nome, sono verdi, in un magnifico scenario di montagne coperte da foreste. Questo scenario:


Il mio primo giro in barca a vela mi ha regalato momenti di puro benessere: le onde che mi cullavano, un venticello lieve, un'aria pulita. 
Che dite, si capisce che me la sono goduta?


La bellissima ragazza bionda che vedete alle mie spalle e' Tiana, una delle figlie di John, che era in barca insieme al suo ragazzo. Naturalmente ne ho approfittato per qualche foto romantica...



C'era anche un bimbo, fratellino del ragazzo di Tiana, che mi ha conquistato subito addormentandosi sulla mia spalla in macchina. A quel punto, per forza di abitudine, non ho potuto fare a meno di prendermi cura di lui, allacciandogli la cintura, sistemandogli il giubbotto di salvataggio, aiutandolo a rivestirsi. Non ci si disintossica cosi' facilmente dalla mammita'.
A un certo punto e' arrivato un altro figlio di John, Rollin, ma dal cielo. Il giovane infatti studia per diventare pilota. Eccolo, un puntino tra le nuvole.



Poi cena messicana e infine a casa. A letto presto, perche' oggi bisognava svegliarsi all'alba. John infatti voleva portarmi sul cantiere in cui lavora come volontario per costruire case per donne bisognose. Perche' davvero i miei ospiti sono persone magnifiche, e fanno un sacco di attivita' di volontariato.
Cosi' siamo andati a non so quanti chilometri di distanza a raggiungere gli altri "operai":



La mia carriera di volontaria e' stata bruscamente interrotta dal capocantiere: i miei sandali aperti non erano assolutamente a norma. Quindi siamo tornati indietro, macinando altri chilometri, per prendere le scarpe da tennis, ma a quel punto John si e' reso conto di avere un braccio grosso come un tronco di quercia. Ieri e' stato punto da una vespa, e pian piano il gonfiore e' avanzato al punto che ha dovuto togliersi la fede e prendere un antibiotico.  Quindi niente cantiere per oggi.
Il resto della mattina l'ho passato su una sedia a dondolo sotto il portico, in compagnia del mio amico Cat.


















All'improvviso, un'apparizione tra gli alberi.



Quando si  e' accorta di me, la signora cerva e' rimasta immobile a fissarmi per alcuni minuti. Forse voleva accertarsi che non fossi un predatore, o forse si era messa in posa, non so. Comunque ho potuto fotografarla con tutta calma.
A un certo punto si e' visto anche uno scoiattolo, ma ormai era ora di pranzo. Oggi siamo andati in un ristorante italiano, dove ho mangiato in effetti degli ottimi ravioli - per quanto un po' troppo conditi  - ma per qualche misteriosa ragione mi hanno chiesto se volevo accompagnarli con un minestrone... Mica potevo dire di no, che pareva brutto, ma alla seconda razione di minestrone ho ceduto. Ho l'impressione che ogni americano mangi almeno il triplo di quello che e' necessario.

Dopo pranzo, altri 100 e passa chilometri per raggiungere un enorme grocery, un negozio dove vendono prodotti alimentari di ogni genere e provenienza, alcuni dei quali a me del tutto sconosciuti. Qui abbiamo comprato il necessario per un pesto alla genovese e per ravioli con i carciofi. Perche' John, tra le altre sue virtu', e' anche un cuoco appassionato. Quindi a breve si cucina italiano (piu' o meno, l'unica farina simile alla semola che siamo riusciti a trovare proviene dalla Nigeria, e secondo me serve a fare il couscous, non la sfoglia).
Vi sapro' dire...

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