lunedì 13 ottobre 2014

Un tranquillo weekend di cultura

Vi volevo raccontare di questo sabato quando, affrontato e superato il flagello dei compiti, ci siamo ritrovati con un pomeriggio libero. Il papà era al lavoro, cosa fare? Sbirciando sul Web ho scoperto che al Mambo, il museo di arte moderna di Bologna, era previsto un laboratorio per i bambini e, per una volta, non era troppo tardi.
Sì, perché io non sono un grande segugio: mi accorgo che è stata organizzata un'iniziativa interessante quando ormai è già passata, o non è più possibile prenotarsi, oppure ho già preso un altro impegno. E rosico.
In questo caso invece, com'è come non è, anche se il laboratorio si teneva di lì a poche ore, c'era ancora posto. Poi, com'è come non è, si è aggiunta un'amichetta, poi un'altra, e alla fine siamo partiti tutti stipati nella mia Fiat Seicento.
Una volta lì, la sorpresa: durante il laboratorio i genitori non erano graditi, ed erano caldamente invitati a partecipare a una visita guidata del museo.
Dunque, per chi non avesse afferrato bene il concetto:

sabato pomeriggio
per due ore qualcuno intrattiene i tuoi figli (e pure le amiche)
intanto tu te ne vai a zonzo per un museo
il tutto completamente gratuito*

Questa cosa per me si avvicina paurosamente al concetto di beatitudine.

Così i bimbi hanno visitato l'esposizione, hanno curiosato tra libri antichi e hanno scoperto artisti e tecniche che poi hanno "imitato". Alighiero Boetti, Carla Accardi e Stefano Arienti.





Intanto io ammiravo i Funerali di Togliatti di Guttuso, mi stupivo davanti al video di una performance di Marina Abramovic e Ulay, nei ruggenti anni '70 alla Gam (la Galleria d'arte moderna, "mamma" del Mambo), mi struggevo davanti alle foto di Radio Alice e scoprivo un artista a me sconosciuto, Wolfgang Weileder. L'esposizione, che si intitola Meridiano, mi è piaciuta assai perché raccoglie temi a me cari: il passare del tempo, il mare, l'attesa, la visione e la fotografia.



Ma quel pomeriggio aveva ancora in serbo sorprese. In attesa che i figli ci venissero restituiti, ritrovo una mia ex collega di lavoro che nel frattempo - in fuga anche lei dal triste destino del precario editoriale - si è dedicata a cose bellissimissime:


Intanto il papà tornava dal lavoro ed era pronto ad accoglierci, creativi ed affamati com'eravamo. Comunque, gli avevo lasciato tutte le istruzioni necessarie:


La domenica prevedeva il tradizionale pranzo dai nonni, poi (imprevista) una luuuunga camminata nelle strade della nostra cittadina, dove si tenevano ben due feste con mercatini e varie amenità. Diego, come premio per aver scarpinato per chilometri e chilometri, ha ottenuto una nuvola di zucchero filato, che ho assaggiato anch'io per la prima volta nella mia vita (ebbene sì, ho avuto un'infanzia strana).



Poi i bambini sono stati smollat affidati ai nonni, perché noi avevamo un impegno: andavamo a vedere questo spettacolo qua.


Se vi dico che loro, Giulia ed Enrico, sono cari amici, magari poi pensate che io non sia affidabile e i miei giudizi siano viziati dall'affetto. Ma secondo me sono bravissimi, e lo spettacolo merita davvero per originalità e profondità. Il destino a volte ti fa incontrare persone straordinarie, forse anche a un semplice corso preparto...
E questo è quanto. Finito il weekend culturale, si torna a lavorare (per fortuna, dico io!). Buona settimana a tutti!

*forse dovrei togliere il bold. Non è che poi si accorgono che viene offerta cultura aggratis, a tutti, senza discriminazioni, dove magari si vede pure qualche falce e martello, e ce la tolgono?

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