venerdì 14 ottobre 2016

Il mio testamento a-morale*

Questo blog è ormai abbandonato e, sebbene non sia mai stato da Macchianera Awards, so per certo che c'è almeno una persona, laggiù nei Paesi Bassi, che lo rimpiange (ci si annoia molto, da quelle parti, eh?).
A lui voglio dedicare questo post del tutto occasionale.
Inoltre chissà, navigando navigando, a qualcuno potrebbe capitare di approdare, o naufragare, su questo atollo sperduto nell'oceano. Sceso dalla nave o abbandonato il relitto, costui potrebbe sperare di trovare un tesoro, o una persona amica, o qualcosa con cui rifocillarsi, o un coupon dell'Esselunga ma, poiché non è in mio potere dare niente di tutto ciò, troverà soltanto un messaggio in bottiglia.

Qui lascio i grandi interrogativi dell'esistenza, quanto meno della mia, sui quali spero che le generazioni future si soffermino a riflettere.

Ecco dunque le mie "domande fondamentali sulla vita, l'universo e tutto il resto".

1) A cosa servono i cerotti tondi e quadrati, e c'è davvero qualcuno al mondo che li usa?

2) Perché, quanto più banali sono le opinioni di una persona, tanto più essa si sente in dovere di manifestarle?

3) Perché, se c'è il 30% di sconto, la cifra è quasi la stessa, e se invece c'è un 30% in più da pagare la cifra cresce spropositatamente?

4) Le magliette a righe bianche e blu vanno in lavatrice con i bianchi o con i blu?

5) Perché i water per i disabili sono così alti? Non dovrebbe essere più semplice piegarsi che arrampicarsi?

6) Sempre in tema di bagni pubblici, qualcuno è mai riuscito ad asciugarsi le mani con un asciugamano ad aria calda? E soprattutto, qualcuno ha mai aspettato la fine del getto?

7) Perché non riesco a far sopravvivere le kalanchoe? 

8) Perché quelli che scrivono su Facebook "Gli animali sono meglio delle persone, bisognerebbe imparare da loro" sono gli stessi che scrivono "Non sono razzista però non è giusto che gli immigrati stanno negli alberghi a cinque stelle e gli italiani sotto i ponti"?

9) Perché i libri di scuola sono in carta patinata, che è impossibile scriverci?

10) Nelle rotonde, quand'è che ci si deve mettere nella corsia interna e quando in quella esterna?

11) Perché, se su una porta c'è scritto "Tirare", io spingo, e se non c'è scritto niente non sbaglio mai?

12) Perché le persone non mettono l'accento su "dà" (verbo) ma lo mettono su "do" (verbo)?








*a-morale non in senso etico, ma narratologico: questo testo non ha una morale.

venerdì 19 febbraio 2016

Una madre migliore

Il periodo delle pagelle mi piace.
Ovvio, siamo ancora alle elementari. Può darsi che andando avanti, con il crescere delle difficoltà e i mutamenti di carattere e di umore, non sia più così, ma per ora questi bimbi mi regalano grandi soddisfazioni. Non parlo tanto dei numeri che, certo, sono importanti, quanto dei giudizi che gli insegnanti danno dei miei figli. È sempre emozionante confrontarsi con un adulto che ha uno sguardo diverso dal tuo, non viziato dall'amore. I meriti che i bambini hanno agli occhi di un insegnante se li sono guadagnati con le loro forze.
Ieri sera Diego aveva mal di testa, e ha chiesto di poter dormire nel lettone.
Sull'onda del recente colloquio con le maestre, tra un massaggio e un abbraccio gli ho detto:
"Sai, Diego, è veramente bello essere la tua mamma. Sono così fiera di te, sei un bambino davvero speciale. Scusami se a volte non so essere alla tua altezza"
"In che senso? Perché?"
"Perché tu sei un bambino così bravo che a volte mi viene da pensare che meriteresti la mamma migliore del mondo"
"E cosa dovresti fare per essere migliore di così?"
"Non so, forse dovrei capirti di più, fare più cose con te... È che sei così bravo!"
"Non mi dire così, non mi piace! Anche a scuola, tutti a dirmi che sono bravo, ma io non voglio. Perché tutti devono dire 'tu sei in questo modo, tu sei questo...'? Perché devo dirmi cosa sono?"
"Hai ragione Diego, ho sbagliato. Non bisognerebbe mai mettere etichette sulle persone. Ecco un esempio di una situazione in cui avrei potuto essere una madre migliore".