venerdì 19 febbraio 2016

Una madre migliore

Il periodo delle pagelle mi piace.
Ovvio, siamo ancora alle elementari. Può darsi che andando avanti, con il crescere delle difficoltà e i mutamenti di carattere e di umore, non sia più così, ma per ora questi bimbi mi regalano grandi soddisfazioni. Non parlo tanto dei numeri che, certo, sono importanti, quanto dei giudizi che gli insegnanti danno dei miei figli. È sempre emozionante confrontarsi con un adulto che ha uno sguardo diverso dal tuo, non viziato dall'amore. I meriti che i bambini hanno agli occhi di un insegnante se li sono guadagnati con le loro forze.
Ieri sera Diego aveva mal di testa, e ha chiesto di poter dormire nel lettone.
Sull'onda del recente colloquio con le maestre, tra un massaggio e un abbraccio gli ho detto:
"Sai, Diego, è veramente bello essere la tua mamma. Sono così fiera di te, sei un bambino davvero speciale. Scusami se a volte non so essere alla tua altezza"
"In che senso? Perché?"
"Perché tu sei un bambino così bravo che a volte mi viene da pensare che meriteresti la mamma migliore del mondo"
"E cosa dovresti fare per essere migliore di così?"
"Non so, forse dovrei capirti di più, fare più cose con te... È che sei così bravo!"
"Non mi dire così, non mi piace! Anche a scuola, tutti a dirmi che sono bravo, ma io non voglio. Perché tutti devono dire 'tu sei in questo modo, tu sei questo...'? Perché devo dirmi cosa sono?"
"Hai ragione Diego, ho sbagliato. Non bisognerebbe mai mettere etichette sulle persone. Ecco un esempio di una situazione in cui avrei potuto essere una madre migliore".